Gabriele Mastellarini Blog  
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Staff & contacts

Staff (in ordine alfabetico)

Francesco D. Caridi (Siderno)

Allievo del filosofo Augusto Del Noce alla facoltà di Scienze Politiche di Roma, giornalista professionista (si è formato a Roma nella redazione del settimanale longanesiano il Borghese sotto la direzione di Mario Tedeschi, realizzando tra l’altro clamorose inchieste su casi controversi della vita nazionale), ha diretto l’agenzia di stampa parlamentare Dies ed ha collaborato con Europeo, Imprenditorialità, Secolo d’Italia, Italia settimanale. Ricercatore storico e studioso di comunicazione (è membro dell’Associazione di Comunicazione Pubblica e Istituzionale), organizzatore culturale (nella sua Biblioteca si trova l’archivio letterario ed artistico dello scrittore, storico dell’arte e cine-produttore torinese Valentino Brosio - 1903-1999, che glielo ha donato), editore (ha fondato e dirige il periodico politico-culturale il Cappio e le omonime edizioni librarie), saggista (Compagni di rispetto – Comunisti e sistema di potere in Sicilia, Roma, 1990; Wops – Le radici di Cosa Nostra negli USA, Napoli, 2004). Il suo archivio contiene varia documentazione storica, letteraria e iconografica del 900, d’interesse nazionale, in gran parte ancora inedita.

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “STORIE DI MAFIA”


Gianluigi De Marchi (Celle Ligure, 2 maggio 1944)

STUDI: Laurea in Economia e Commercio nell’anno 1965/66; premio per la miglior tesi in materia di Borsa.

ESPERIENZE DI LAVORO: Commissionario di Borsa dal 1962 al 1971 presso le Borse di Genova e di Milano. Assistente alla cattedra di Tecnica industriale della Facoltà di Economia di Genova fino al 1970. Dipendente del Banco di Roma dal 1971; dirigente di agenzia dal 1975; funzionario di direzione centrale, dal 1979. Dirigente di FIDA finanziaria dal settembre 1987. Dirigente di FONDINVEST dal gennaio 1989. Dirigente di SAIFOND SIM dal febbraio 1991. Amministratore di società di consulenza dal marzo 1998.

ATTIVITA’ PROFESSIONALI: Giornalista iscritto all’Albo dei pubblicisti dal 1964. Autore di migliaia di articoli di carattere finanziario pubblicati da quotidiani (Il Sole 24 Ore, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Italiaoggi, Il Globo, Corriere Mercantile), settimanali (Il Mondo, Mondo Economico, Panorama, Bloomberg, Borsa & Finanza, Oggi), periodici (Investire, Gente Money, Capital, Pratica aziendale, Amministrazione & Finanza, Società e bilanci, Rivista di ragioneria, Il Dirigente, Tuttofondi).

Autore di una ventina di libri di carattere finanziario editi da Il Sole 24 Ore libri, Giuffré, Pirola, Investire Libri, Buffetti e De Lillo. Argomenti: fidi bancari, leasing, borsa valori, innovazione finanziaria, fondi comuni d’investimento, valutazione dei rendimenti finanziari, ecc.

Docente presso la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino; responsabile dell’area impresa-finanza al Corso Master dal 1989 al 1993.

Tutor nei corsi di formazione finanziaria tenuti dall’ABI.

Perito di parte in Tribunale per cause nel settore finanziario e bancario.

Membro del Rotary club Torino Nord Ovest; past President

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “NONSOLOSOLDI”

Contact: demarketing@email.it


Tommaso Farina (Milano, 23 marzo 1981) - Redattore del quotidiano Libero, dove collabora dal 2001 e dal gennaio 2006 ha svolto i 18 mesi di praticantato. Dal gennaio 2008 è giornalista professionista. A Libero svolge compiti di redattore e cronista nel settore delle cronache locali di Milano. Allievo di Edoardo Raspelli, fin dagli albori della sua collaborazione cura su Libero le pagine gastronomiche, con rubriche su vini, ristoranti e prodotti tipici. Tra le interviste da lui realizzate, sono particolarmente rilevanti quelle concesse da Sirio Maccioni (patron di Le Cirque a New York, uno dei ristoranti italiani migliori al mondo) e da Ivo Pitanguy, guru brasiliano dela chirurgia plastica.
Numerose le altre collaborazioni. Ha firmato come autore la Guida dei Ristoranti dell’Espresso nelle edizioni 2001, 2002 e 2003. Ha figurato come autore anche nelle guide gastronomiche della Brianza edite da Bellavite editore. Dal 2000 collabora con Papillon, periodico di resistenza gastronomica a diffusione nazionale. E’ tuttora collaboratore delle guide gastronomiche di Comunica Edizioni, come il Golosario (la guida delle mille e più cose buone d’Italia) e la Guida Critica & Golosa (edizione lombarda e piemontese). Nel 2002 ha collaborato alla rivista Il Sommelier Italiano, organo ufficiale dell’Associazione Italiana Sommeliers, sotto la direzione di Marco Gatti; fino al 2002 ha curato una rubrica di musica e gastronomia per il settimanale Vita. Nel 2004 ha tenuto per breve tempo su radio 101 la rubrica “Cose buone a tavola e in campo” nel programma “Sport Time” condotto da Stefano Croce, fino al primo fallimento dell’emittente radiofonica
Le esperienze televisive sono cominciate nel 2004, con il programma Amori e Sapori condotto da Stefano Croce e da Francesca Lovatelli Caetani. Il format prevedeva una sua rubrica di approfondimenti gastronomici.
Nel 2004 inizia a collaborare (e lo farà fino all’inizio del 2006) con la rete satellitare Play Tv Italia, apparendo come giornalista e commentatore sportivo nei programmi domenicali condotti da Stefano Croce, Corrado Fumagalli e Paky Arcella, oltre che nelle edizioni serali del Tg sportrivo curato da Riccardo Este.
Attualmente è laureando in Lettere moderne (indirizzo musicologico) all’Università degli Studi di Milano.
Nel settembre 2008 è stato insignito del Premio Penisola Sorrentina, nella categoria Giornalismo gastronomico.

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “BEVI&MANGIA”

Contact: tommaso@tommasofarina.com - Sito Web: http://www.tommasofarina.com/


Sergio Fornasini (Ferrara, giugno ‘57) - Si è dedicato fin dalla adolescenza a smanettare con le ultime valvole allora reperibili, transistor ed i primi circuiti integrati, con risultati talvolta molto contestati dai vicini di casa, costretti ad ascoltare la sua voce in radio e televisione (ma solo come spiacevole effetto collaterale delle sue sperimentazioni). Ha vissuto con grande passione l’epoca delle emittenti private dal ‘79 fino al ‘82, dirigendo tre radio private e lavorando anche come gionalista televisivo e DJ in discoteca. Per passare poi professionalmente al mondo delle telecomunicazioni, prima come coordinatore tecnico poi dal ‘93 al 2000 come responsabile dell’assistenza tecnica di un vasto territorio. Attualmente si occupa di assistenza clienti e della progettazione e realizzazione di reti di interconnessione per medie e grandi aziende. Tra i progetti di maggior rilievo quello per il disaster recovery di una grande e nota banca italiana, per il quale ha curato la realizzazione di una infrastruttura in fibra ottica di circa 42 Km per una connessione a 64 Gbps in ambito metropolitano (si proprio Giga, non Mega al secondo). Tra un bit e l’altro aiuta l’amico Gabriele a gestire il suo blog.

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “Tech4You”

Contact: sergio.fornasini@gmail.com


Paolo Martocchia (Parma, 1967), si è laureato in Scienze Politiche nel 1994 presso l’Università di Teramo, discutendo la tesi: “I rapporti politici e diplomatici tra l’Italia e l’URSS (1922-1944)” con il Prof. Lamberto Mercuri, già segretario di Ferruccio Parri. Nello stesso anno è stato borsista presso l’Istituto Italiano per gli studi Filosofici di Napoli e nel ’95 la sua tesi è stata oggetto di pubblicazione, sotto forma di abstract, dalla prestigiosa rivista accademica “Itinerari”. Giornalista, svolge la professione giornalistica dal 1995, anno in cui acquisisce e perfeziona le basi del giornalismo presso il quotidiano “Le Notizie”. E’ stato per anni corrispondente dei due quotidiani più diffusi nel Sud della penisola: Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia. Come freelance, ha collaborato con le principali testate regionali, ed in tempi più recenti, ha collaborato con alcuni dei più importanti quotidiani a tiratura nazionale, tra cui: la Repubblica (Affari e Finanza), Il Sole 24 Ore (ed. Centro-Nord), Avvenire, Il Mattino, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, l’Unità. Nell’ambito della ricerca scientifica ha collaborato, come relatore a diversi seminari, con la facoltà di Scienze Manageriali dell’Università degli studi “G. D’Annunzio” e con la facoltà di Scienze Sociali dell’Università degli studi di Teramo. Autore di numerose inchieste ed articoli giornalistici, nel 2002 ha scritto “Come cambia il lavoro: comunicazione, automazione flessibilità”, per i tipi di Italia Lavoro S.p.A.; nel 2007 ha prodotto in proprio un saggio su “Le politiche attive del lavoro in Italia” ed ha pubblicato un saggio su François Mitterrand, per i tipi de “L’arte della stampa”. Dal 2008 è corrispondente del quotidiano “Libero” (direttore Vittorio Feltri).

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “E’SPORT!”

Contact: paolo.martocchia@italyprofessional.it - Sito Web: http://www.italyprofessional.it/


Nicoletta Salata

Nata a Padova (data contenuta in toto nel numero aureo 1,618!) e ivi residente (ma vorrei sperimentare 6 mesi a Parigi, 4 a Londra, 2 a Barcellona e 1 a San Pietroburgo).

In quinta elementare, oltre al ruolo assunto per l’intero ciclo di illustratrice e intonatrice coro, ho scritto la mia prima ed ultima commedia, quella di addio alla maestra  (l’indimenticabile Adele Raschetti alias Suor Maria Classica), una tipica recita infantile con intermezzi musicali. Negli anni successivi ho sperimentato diverse forme di espressione artistica soprattutto manuale. Sfogliavo con passione le riviste d’arte di mio padre; dipingevo e disegnavo e avrei voluto fare la pittrice, scrivevo e poetizzavo e avrei voluto fare la scrittrice, cantavo e suonicchiavo ma non avrei voluto fare la cantante né la suonatrice. Dopo il liceo, in cui ho sviluppato l’interesse per le materie umanistiche a scapito di tematiche socio-politiche (considerata ragazzetta snob=superficiale dai pregiudizi di un ambiente alquanto sovversivo finì che la materia mi divenne ostica) mi sono iscritta alla facoltà di Lingue (e purtroppo non all’Accademia di Belle Arti a Venezia né al Dams di Bologna, osteggiata in questo dall’ambiziosa “maman” che mi prefigurava come predestinata “principessa” e non certo un’artista bohemien). Nel frattempo, anche per guadagnare indipendenza e libertà, ho accettato un’assunzione presso lo studio di Relazioni Pubbliche “M.Nazari” con sede a Padova e Milano ed ho così iniziato la carriera in campo pubblicitario. Ho successivamente ricoperto il ruolo di Responsabile Pubblicità presso un’azienda vicentina (Sicons Italiana S.p.A) che all’epoca furoreggiava in quanto produceva i capi in pelle di Giorgio Armani e altre collezioni griffate. Dopo quattro anni di pendolarismo sono tornata a Padova presso l’Agenzia Hit Comunicazione&Marketing in qualità di Responsabile Media. Da lì, dopo 3 anni, sono passata al centro media internazionale Carat Italia SpA con il ruolo di Media Planner all’interno del gruppo Audi/Skoda di Autogerma: 70 miliardi di investimento in advertising, mica bruscolini! Quando dopo tre anni la sede padovana ha traslocato i clienti a Milano (Safilo, Coin, Lotto, Zuegg, Arclinea, Rana, ecc…) ai dipendenti è stato proposto il trasferimento in qualsiasi altra sede in Italia o all’estero (Parigi!). Ma io non ho osato e per ragioni personali non ho potuto. A quel punto sarei volata piuttosto in Kenia da Kuky Gallmann (quella di “Sognavo l’Africa” per intenderci), una donna veneta che in Africa, paese che qualche tempo addietro aveva insinuato anche in me il “mal” di cui si narra,  aveva lì raccolto gioia e lacrime e per la quale nutrivo pena e ammirazione. Ma i contatti non si concretizzarono. E così sono tornata a svolgere l’antico mansionario assumendo nuovamente il ruolo di “pubblicitaria” in un’agenzia di Belluno con sede a Padova in cui mi occupavo anche di una rivista house organ, dei testi delle campagne stampa di un noto gruppo bancario, e scrivevo articoli per la rivista dell’Associazione Industriali di Padova oltre che su alcuni “giornaletti” locali. Purtroppo, dopo qualche mese, per delicate ragioni ho rinunciato alla collaborazione. Combattuta tra il perseguire indipendentemente l’attività “giornalistica” e continuare quella pubblicitaria fui contattata nel frattempo da PK e quando mi recai a Milano per firmare il contratto ricordo che, mentre camminavo più o meno in P.zza Sant’Ambrogio, incontrai lo sguardo sorridente di Vittorio Feltri: pensai fosse un illuminante segno del destino inteso a dissuadermi dall’intento di riarruolarmi e perseguire la scrittura.  Invece firmai e venni assunta alla Publikompass sede di Padova, concessionaria di spazi pubblicitari. Ma, decadendo l’aspetto creativo e dell’umano contatto a favore di un’attività più sedentaria, non ho resistito a lungo.

Per tirar corto e concludere diciamo che a quel punto, per ragioni contestuali (familiari e pratiche), ho cambiato musica e colore. Attualmente mi occupo infatti di informazione medica. Nel mese di giugno, assecondando istinto e ispirazione suscitati da una sorta di controversa ammirazione nei suoi confronti, ho scritto una lettera a Marco Travaglio, ma data la cospicua quantità di pagine ho deciso di  convertirla in libro e pubblicarlo. Scrivere resta dunque una grande passione, una ragione, una necessità. S’intuisce, no?

Per www.gabrielemastellarini.com cura la rubrica “CULTUR@”

Contact: nicolettasalata@libero.it - Sito Web: http://www.bedo.it/nicolettasalata/


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    Francesco D. Caridi, WOPS - Le radici di Cosa Nostra negli Stati Uniti d'America

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    Nicoletta Salata, Mio caro Travaglio...Chi la fa l'aspetti

    Una onirica visione notturna ed una serie di eventi altrettanto imponderabili suscitano all´improvviso parole, confessioni, battute che si intrecciano e confluiscono leggere e surreali in questa lettera-racconto indirizzata al protagonista indiscusso del "gossip" social-politico, Marco Travaglio. Marcus Tripalium, torturatore e dio della guerra, facondo paroliere, profeta spifferatore di ignobili malefatte, viene qui "sbattuto" su di un immaginario palcoscenico ad incarnare stampalati personaggi a lui affini. Forse solo un involontario pretesto per liberare alcune "note personali" finora rinchiuse in una sorta di turris eburnea. Per contrapporre il bisogno di poesia, musica e profondità ad una realtà, ormai "contraffatta", magistralmente descritta appunto dal giornalista, la quale sembra sempre più affossare il culto di Arte e Bellezza

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