Posta e risposta: Francesco Caridi (e il reperto travaglino)
27 Giugno 2008 – 08:38Caro Mastellarini,
mi spiace di aver turbato qualche frequentatore del suo blog. Vedo che la cifra di riferimento comune ormai è google. I libri, ormai, non li legge nessuno.
Non ho bisogno di aggrapparmi a nessun “Montanelli”: sono “cresciuto” professionalmente accanto a Mario Tedeschi, lo storico direttore del “Borghese” che valeva più di lui.
Sono di destra, ma, si rassicuri il gentile Paride Moscati, non sono in quota a nessuno, e benché un ex presidente nazionale di AN fosse il cugino di mia moglie, non ho mai questuato favori alla Rai. Il mio motto è quello consegnato da Giuseppe Prezzolini: “La chiarezza della parola come supremo scopo”. Me lo posso permettere. Travaglio per me è un incidente, e presto, come diceva un altro frequentatore di questo blog, sarà un “repertorio” per palati semplici.
«So quanto è preziosa la collaborazione di Caridi, anche come conoscitore di fatti sociali particolarmente delicati». Federico Orlando, al tempo condirettore de «il Giornale» di Indro Montanelli.
«Negli articoli di Caridi traspare la sua passione civile e la sua indignazione per la gravità della situazione». Giancarlo Ruffino, al tempo senatore democristiano e sottosegretario di Stato all’Interno.
«Del suo anticonformismo si sente veramente il bisogno. La libertà di Caridi da schemi precostituiti e da luoghi comuni supera ogni possibile diversità di valutazione su ogni particolare». Mauro Mellini, già deputato radicale.
«Caridi è così bravo, da suscitare la discussione». Gerardo Chiaromonte, al tempo senatore comunista e presidente della Commissione parlamentare antimafia.
«La mia discussione con Caridi è stata molto interessante. Penso che sia stato utile parlare con lui». Jiri Sequens, comunista, regista cinematografico e docente di drammaturgia a Praga, in occasione della presentazione di un suo film a Roma.
“Caridi è un eccellente comunicatore. Vorrei averlo nel mio staff”. Mario Caligiuri, docente di comunicazione pubblica all’Università della Calabria.
“Caridi è un vulcano di idee”. Ezio Bossi, docente alla Bocconi e amministratore delegato della DDB Advertising.
Cordialmente
Francesco D. Caridi
Gentile Caridi,
Nel corso delle precedenti settimane ho sempre glissato i commenti critici sul tuo conto perche’, come dice il Vangelo: “Non sanno quello che fanno…”.
Ora questa tua lettera mi consente di fare alcune importanti sottolineature. Con Francesco Caridi non ci siamo mai conosciuti di persona, ma ne ho apprezzato alcuni scritti e - soprattutto - alcune inchieste relative al caso Moro che sono ancora oggi tema di discussione (lo storico De Lutiis dedica a Caridi un paragrafo del suo ultimo saggio, lo stesso aveva fatto la Di Giovacchino nel Libro Nero della Repubblica).
Caridi e’ di destra? E allora? Perche’ Travaglio non e’ pure di destra (dichiarato)?
Quando si ha modo di interloquire con intellettuali di un certo rilievo (e non mi riferisco ovviamente al Travaglio) la collocazione politica e’ assolutamente irrilevante. Per restare dalle tue parti, caro Caridi, ritengo il prof. Mario Caligiuri (tendenzialmente centrodestra) persona seria e preparata, altrettanto posso dire per il prof. Pietro Barcellona (Universita’ di Catania), gia’ delfino di Pietro Ingrao.
Per la gran parte dei lettori (quella che prende google come elemento di studio) questi due nomi diranno poco o nulla ma son certo che il collega Caridi sapra’ a chi mi riferisco e potra’ essere d’accordo con me.
Un ultimo inciso, forse superfluo ma necessario. Cio’ che Caridi ha scritto sul “caso Mastellarini-Travaglio” e’ pubblicato sul settimanale La Riviera e disponibile on-line. Io mi sono limitato a riprenderlo nella lettera a “Libero”, scritta il giorno successivo, mentre il Travaglio (con il suo solito modo di fare, che fa venire il vomito) ha volutamente equivocato sostenendo che il piccolo Mastellarini avesse “imboccato” o tirato per la giacchetta il piu’ illustre collega.
Ma, come ho gia’ scritto, ragionare con Travaglio e’ come mettersi a parlare con un barbagianni, quindi la vedo dura spiegargli che Caridi ha scritto cio’ che pensava (cioe’ il vero) e l’ha dichiarato pubblicamente senza aver nessuna paura di “ritorsioni”.
Per inciso, molti altri colleghi di testate importanti mi hanno confermato e detto cio’ che Caridi aveva scritto ma, per loro esigenze personali, hanno evitato di scriverlo o di affermarlo pubblicamente.
Un caro saluto Francesco, da queste parti sei sempre un ospite gradito.
Gabriele Mastellarini

















7 commenti presenti
Addirittura, una lettera di Francesco D. Caridi, in cui si tenta di rassicurare il sottoscritto su che cosa poi?
Sulla credibilità e attendibilità di un giornalista - che per definizione ha da avere come unico requisito l’onestà verso i suoi lettori ed il rispetto della di loro intelligenza, la cui professione deve essere rivolta all’unico fine della ricerca e della divulgazione della verità - che, in merito al caso delle insolenze e congetture su “Marco Travaglio stroncatore di carriere” (di questo caso sto parlando non di altri sia ben chiaro), Caridi per sua stessa ammissione è “ben lieto di abbandonare la professione per diventare un ‘vigilante azzurro delle libertà’ durante le elezioni politiche” e che ora porta, pateticamente, dichiarazioni di stima e di lusinga provenienti dai più disparati ambienti accademici e culturali per certificare che cosa?
Forse che pur essendo un giornalista che abbandona la professione per 3 o 4 giorni onde potersi liberamente concedere al partito di Berlusconi e controllare che effettivamente s’assicuri la vittoria nei seggi (sta cosa è davvero allarmante, è tipica dei regimi totalitari e tra l’altro sta accadendo oggi nello zimbawe con mugabe), non ha pregiudizi e/o antipatie preconfezionate, verso il giornalista torinese che ha scritto montagne di libri e articoli quotidiani da quasi 10 anni sulle magagne e sull’improponibilità politica di Berlusconi?
Secondo me Lei sta scherzando dott. Caridi, ed indirettamente offende l’intelligenza mia e di molti lettori di Marco Travaglio.
Senta un pò come la vedo io:
Lei Caridi è come uno dei tanti tifosi del milan.
Un giorno un suo amico (che chiameremo Gmast) che lavora al “bar sport”, frequentato da Marco Travaglio, va a lavorare con la maglia del Milan.
Quel giorno Marco Travaglio passa dal “bar sport” a fare colazione, vede Gmast con la maglia del Milan e lo prende in giro, da buon interista.
Il giorno dopo il padrone del bar lascia a casa Gmast senza alcuna spiegazione.
Una volta venuto a conoscenza della cosa, subentra nella storia il Caridi in questione che con una congettura astrale partorisce l’equazione del secolo.
Lavori nel bar frequentato da MT.
Ci vai vestito da milanista.
MT è interista e non fa che scrivere articoli contro il milan.
Andando lì a fare colazione tutti i giorni conosce il padrone al quale ha detto: “o cacci il ragazzino milanista o smetto di venire io a fare colazione”.
Ora, egregio dott. Caridi, mi faccia capire una cosa:
Ezio Bossi, Mario Caligiuri, Jiri Sequence, Mauro Mellini, Giancarlo Ruffini, sanno di queste sue insolenze gratuite basate sul nulla?
Non si sa mai che debbano rivedere certe e soppravvalutate opinioni sul suo conto…
La saluto distintamente, mi stìa bene.
Paride Moscati.
Scritto da Paride Moscati il 27 Giu 2008
Paride, lei lavora o ha mai lavorato in un giornale? Possiede o ha mai posseduto azioni di un giornale? Sa come si fa per dare il ben servito ad un collaboratore? Sa perché un giornale decide di tenersi un rubrichista e buttarne a mare un altro? C’è, sì, la questione strettamente politica, ma c’è pure il marketing politico-editoriale. Il signor Travaglio in questo momento copre una fascia di pubblico “arrabbiato” costretto a leggere nello stesso numero dell’Espresso, accanto al Travaglio stesso, Giampaolo Pansa, che la pensa diversamente da lui. Ma Pansa non si può toccare, Mastellarini sì. Qui in Versilia, su dieci interpellati che conoscono la questione, nove propendono per la cacciata di Mastellarini su sollecitazione di Travaglio, il decimo risponde con una parolaccia (”Ma chi se ne f… di T.”)
Scritto da domenica il 27 Giu 2008
Moscati è un (ex?) elettore leghista. Io ho votato PdL. Mastellarini è di sinistra. Caridi è di destra. Le posizioni dei contendenti sono chiare. Eccetto quella di T. (non lo nomino per intero, altrimenti mi “sfascia”). Moscati, ma perché se la prende tanto? Con quel nome antico e con quel cognome frizzante, che dovrebbero suggerirle ben altre lepidezze… Buona estate, senza T. e con Mastellarini (da seguire soprattutto nei giornali per i quali scrive).
Scritto da fabrizio il 27 Giu 2008
“Qui in Versilia, su dieci interpellati che conoscono la questione, nove propendono per la cacciata di Mastellarini su sollecitazione di Travaglio, il decimo risponde con una parolaccia (”Ma chi se ne f… di T.”)”
Qualche centinaio di anni fa su 10 interpellati, 9 avrebbero propeso per la piattezza del pianeta terra, il decimo avrebbe risposto “ho fame, pietà: chissenf.tte del pianeta terra”.
Io sono l’undicesimo, Domenica, e le dico “chissenefotte di chissenefotte e chissenefotte di cosa dicono gli altri 9″.
Mancano le prove e i processi indiziari sulla base di congetture si fanno solo nei film hollywoodiani di basso spessore.
Vede, io sono un garantista, e non a corrente alternata.
x Fabrizio
Finchè la Lega è stata onesta e coerente con i suoi elettori, forse regalandogli anche qualche sogno di troppo, sono stato leghista: sì.
per Moscati: che se ne parli. QUesto è l’importante
gm
Scritto da Paride Moscati il 27 Giu 2008
Signor Moscati, ma lei è così sempre agitato? Tra parolacce e parabole, non trova una via di mezzo per discorrere? Ognuno di noi, nei ritagli di tempo, cerca di fornire riflessioni, informazioni, stati d’animo, ma con un po’ di ironia. Bisogna ringraziare anche Feltri (l’unico giornalista filo-Berlusconi che Enzo Biagi non attaccò mai, e sa perché? Perché era il caro amico di sua figlia) per aver fatto della pubblicità a questo blog, che lei scambia per un porto.
Scritto da domenica il 27 Giu 2008
io di parolacce negli interventi di moscati non ne ho mai lette.
dorma di più signora Domenica
E mi raccomando, molli i morti: quelli oramai riposano in pace.
Scritto da ernesto guerrini il 28 Giu 2008
“Chissenefotte”, ripetuto ossessivamente, è peggio che una parolaccia. Soprattutto se lo dice uno che, mentre “senefotte” di chi “senefotte” e “dicosadiconoglialtri”, partecipa ad un blog dove passa il tempo a singolar tenzone con loro. Paride, Paride, lei non riesce a scatenare una guerra di Troia (senza riferimento alla vicenda ultima delle “gnocche”… ops, mi scusi signora Domenica)
Scritto da Fabrizio il 29 Giu 2008